Partiamo dalle basi: cos’è

La Commissione è l’organo esecutivo dell’Unione Europea. Ha sede a Bruxelles e il suo compito principale è uno: proporre le leggi europee. È l’unica istituzione che può farlo. Il Parlamento e il Consiglio discutono, modificano e votano – ma senza una proposta della Commissione, non si muove nulla. Questo potere si chiama “diritto di iniziativa legislativa” ed è ciò che rende la Commissione così centrale.

Ma non fa solo leggi. La Commissione gestisce il bilancio dell’UE (quasi 200 miliardi di euro l’anno), negozia gli accordi commerciali con il resto del mondo, e vigila sul rispetto delle regole europee da parte degli Stati membri. Se un Paese non applica una direttiva, è la Commissione che avvia la procedura d’infrazione – in pratica, lo porta davanti alla Corte di Giustizia.

Com’è composta

La Commissione ha un commissario per ogni Stato membro – quindi 27, uno per Paese. Ognuno è responsabile di un’area specifica: energia, commercio, concorrenza, mercato interno, affari esteri, e così via. Sono un po’ come i ministri di un governo nazionale, ma con un mandato europeo.

A capo di tutto c’è il Presidente della Commissione – attualmente Ursula von der Leyen, al suo secondo mandato. Il Presidente viene proposto dal Consiglio Europeo (i capi di Stato e di governo) e deve essere approvato dal Parlamento Europeo. I singoli commissari vengono poi scelti dai governi nazionali, ma devono superare un’audizione al Parlamento prima di essere confermati. Non è una formalità: in passato diversi candidati sono stati bocciati.

Cosa fa nel concreto, ogni giorno

La Commissione lavora attraverso le Direzioni Generali (DG) – l’equivalente dei ministeri nazionali. Ce ne sono circa 30, ognuna con centinaia o migliaia di funzionari. DG COMP si occupa di concorrenza, DG TRADE negozia gli accordi commerciali, DG ENV si occupa di ambiente. Sono le DG che scrivono materialmente le proposte di legge, raccolgono dati, lanciano consultazioni pubbliche e gestiscono i fondi europei.

Un esempio concreto: quando senti che “l’UE ha multato Apple per 1,8 miliardi” o che “l’UE ha proposto nuove regole sull’intelligenza artificiale”, dietro c’è sempre la Commissione. Nel primo caso è la commissaria alla Concorrenza che ha agito; nel secondo è la DG CONNECT che ha preparato la proposta dell’AI Act.

Il punto critico: è democratica?

Qui si apre il dibattito più acceso. I commissari non sono eletti direttamente dai cittadini. Sono nominati dai governi e confermati dal Parlamento, ma nessun europeo vota per il “suo” commissario. Eppure la Commissione propone leggi che toccano la vita di 450 milioni di persone.

I difensori del sistema rispondono che la Commissione è sottoposta a un doppio controllo: il Parlamento può sfiduciarla (non è mai successo, ma la minaccia c’è) e il Consiglio deve approvare le sue proposte. I critici ribattono che il vero potere legislativo è nelle mani di un organo tecnocratico che nessuno ha votato – e che le lobby a Bruxelles hanno più accesso alla Commissione di quanto ne abbiano i cittadini.